Collaborando con piccole e medie agenzie di pubblicità, mi capita spesso di lavorare con neo diplomati che, rivestendo il ruolo di
art director, si rifiutano fermamente di finalizzare il proprio lavoro realizzandone gli esecutivi, creando una serie di ritardi e problemi al lavoro di tutti. Dietro alle scuse: "non ho tempo", "sto pensando alla campagna per xxx", "non può farlo l'esecutivista?", spesso si nasconde semplicemente... insicurezza.
A parte le mie considerazioni sul fatto che
art director non si nasce (e non è una targa), ma è la somma della propria creatività, di esperienza fatta sul campo, di passione e di un'ampia cultura, preparare un
finish layout per lo stampatore significa chiudere il cerchio di tutte quelle conoscenze grafiche che hanno permesso di realizzarlo, ritornando alle basi stesse della grafica e della stampa.
Le immagini
Spesso le immagini sono reperite da fonti diverse, a volte arrivano dal cliente in
formati improponibili, altre volte sono a bassa risoluzione: il primo controllo per realizzare un buon esecutivo è da fare sulle immagini che devono essere
salvate in quadricromia, a 300 dpi, preferibilmente in .tiff o .eps.
Inoltre, per essere sicuri che non venga stampata un'immagine 'sgranata', è buona la regola che all'interno del layout non sia ingrandita più del 200%.

Per marchi e illustrazioni in formato vettoriale il problema non esiste ma se ne deve comunque controllare la quadricromia.
Abbondanze e segni di piega e taglio
A parte qualche rara eccezione, come per i quotidiani, un esecutivo deve prevedere
un'abbondanza tra i 3 e i 5 mm su tutti i lati in cui immagini e sfondo 'sforino' dalle dimensioni reali del layout. Abbondanze e segni di taglio danno indicazione allo stampatore su come e dove andare a tagliare o cordonare il lavoro, che sul foglio macchina viene 'moltiplicato' per ottimizzarne gli spazi, ed evitano l'antiestetico filetto bianco intorno ai margini al momento del rifilo.

Software per la grafica vettoriale e per l'impaginazione permettono di inserire la dimensione dell'abbondanza direttamente nel documento. Le indicazioni dei segni di piega e taglio invece possono essere inserite manualmente (dove necessario) se viene consegnato un file aperto, o automaticamente dalle impostazioni di esportazione nel caso di un pdf.
I programmi
Solitamente ognuno ha quello preferito ma il software è solo uno strumento. Per ogni progetto che si inizia a realizzare è meglio pensare a quale sia meglio utilizzare, senza farsi 'strumentalizzare'...
Per un lavoro che comprende testi molto lunghi, stili differenti, tabulazioni e una grafica ridotta, per esempio un menù a quartino o una brochure tecnica, è preferibile
X-press, creato appositamente per l'impaginazione.
Al contrario, per una pagina pubblicitaria con marchi e illustrazioni già forniti in vettoriale e una parte grafica importante, sono più adatti software come
Illustrator o Freehand. Il layout sarà leggero e velocemente modificabile.
Photoshop? No!!!
Queste sono solo le basi. Le problematiche relative alla realizzazione di un esecutivo sono tante, specie su lavori particolari che comprendono
colori speciali, lucidature, fustelle... fortuna che esistono i grafici! Consiglio ad ogni giovane
art director di provare, senza paura, a chiudere un esecutivo per capire quali siano le soluzioni migliori per realizzare le proprie idee. E soprattutto di passare una giornata nella fucina di uno stampatore.
Non si mai dove si possa nascondere la creatività!
Devi essere membro di Mohole Network per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network